Cari amici,
dopo una lunga e tormentata fase di confronto politico, giocata tanto a livello nazionale che locale, oggi possiamo con compiacimento registrare il conseguimento di un importante traguardo contrariamente a quanto pensavano coloro che lavorano per la “eliminazione fisica” dell’UDC. Sono personalmente convinto che la maggioranza degli italiani non abbia fino in fondo capito quello che è accaduto. Senza una riforma elettorale, infatti, si è realizzata una vera e propria rivoluzione: due uomini, soltanto due uomini, scriveranno di proprio pugno l’elenco “nominativo” di circa il 75% del Parlamento italiano.
Il fatto che i nostri uomini ed i nostri Parlamentari non facciano parte di questo 75% ha spaventato - come sapete - alcuni iscritti dell’UDC, molto pochi in realtà, ma ha dato certamente una spinta poderosa a tantissime donne ed uomini che continuano ad impegnarsi sotto il simbolo glorioso del nostro Partito.
Come sapete la ex casa delle Libertà insieme all’ UDC, MPA, Forza Italia ed AN si propone agli Elettori nel territorio della Regione Siciliana sostenendo la candidatura unitaria di Raffaele Lombardo alla Presidenza della Regione Siciliana.
Per le elezioni politiche, invece, in Sicilia come nel resto del Paese, il “nuovo” PDL farà la propria corsa in apparentamento con MPA, mentre l’UDC condurrà una decisa battaglia per salvaguardare i propri irrinunciabili valori e per contrastare la deriva populista e plebiscitaria dei due grandi blocchi.
Credo che già oggi, quando la campagna elettorale non è ancora entrata nel vivo, le prime “risposte” degli italiani non siano state del tutto soddisfacenti per …. i nostri avversari politici! La decisa impennata a favore dell’UDC del cosiddetto voto di opinione e principalmente i segnali evidenti che arrivano dal segmento dei giovani, futuro del nostro Paese, disegnano uno scenario che continueremo a monitorare con attenzione, ma che prelude già oggi ad interessanti prospettive.
La scelta di restare fuori dal listone peronista del PDL, oltre alle motivazioni politiche note, comporta anche un’altra riflessione: tanto a livello nazionale che regionale si vota con il sistema proporzionale con premio di maggioranza; con la differenza ovviamente che per elezioni siciliane si esprime una preferenza non prevista invece per le elezioni politiche. Ciò crea qualche imbarazzo ai nostri concorrenti che devono fare passare un messaggio non facile: alle regionali vota un simbolo e alle politiche un altro! Questo non è, invece, il caso del nostro partito che godrà del vantaggio di chiamare l’elettorato a segnare il medesimo simbolo, tanto per le regionali che per le nazionali.
Noto cari amici un grande fermento nelle nostre fila; l’orgoglio di esserci e di lottare è sempre la nostra bussola! E’ in ballo l’esistenza del nostro patrimonio di ideali e dei valori. Una vera e propria battaglia di libertà e di democrazia. Faccio appello al Vostro impegno e Vi auguro buon lavoro!
Saverio Romano